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05/06/2026

La Ue vuole estendere la missione Aspides a Hormuz

L’Unione Europea smania dalla voglia di mostrare “muscoli e bandiera”. L’alto rappresentante della politica estera Ue, Kaja Kallas ha avanzato l’ipotesi che all’operazione Aspides “venga affidato il ruolo principale nelle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz”, quale contributo dell’Ue agli sforzi della coalizione dei volenterosi nata su impulso anglo-francese.

Come noto l’operazione navale europea Aspides, è stata varata a febbraio del 2024, contro gli attacchi degli Houthi yemeniti verso le navi mercantili israeliane o dirette in Israele di passaggio nel Mar Rosso attraverso lo Stretto di Bab el Mandeb. L’area operativa della missione è estremamente vasta e comprende il Mar Rosso, il Golfo di Aden, il Mar Arabico, il Golfo di Oman e il Golfo Persico, malgrado non esista effettivamente un mandato ufficiale che estenda l’operatività allo Stretto di Hormuz.

La missione si fonda su un mandato delle Nazioni Unite e sugli articoli 42, 43 e 44 del Trattato dell’Unione Europea.

A tal fine, però, gli Stati membri devono “potenziare” le capacità attualmente a disposizione dell’operazione. In caso di “accordo” – si legge nella proposta della Kallas, anticipata dalla Reuters e consultata dall’ANSA – l’attuazione della missione potrebbe richiedere 4-6 settimane.

Il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) in una nota del 26 maggio ha scritto che “la situazione richiede che l’Unione fornisca un contributo significativo” a una coalizione ad hoc guidata da Francia e Regno Unito, “da concretizzare non appena le condizioni lo permetteranno e separata dai belligeranti”.

I 27 ministri della Difesa Ue esamineranno la proposta nel vertice informale di Cipro la prossima settimana. Molti Paesi membri temono che l’allargamento della missione, con la guerra ancora in corso, possa finire per trascinare l’Europa intera nel conflitto scatenato da Usa e Israele contro l’Iran.

In caso di intesa tra i Ventisette membri della Ue, scrive la Reuters, l’attuazione della missione di sminamento potrebbe richiedere da quattro a sei settimane. In quel caso gli Stati membri, ha sottolineato la Kallas, dovranno «potenziare» le capacità militari e navali attualmente messe a disposizione dell’operazione Aspides.

Sulla catena delle decisioni pesa però un convitato di pietra: l’Iran, che fino a oggi ha lasciato intendere di non gradire affatto la presenza di unità navali straniere nello Stretto di Hormuz, quelle europee incluse. Ci è già passato, nel lontano 1987, e anche allora non aveva gradito... ma era molto più debole, essendo sfiancato dai quasi otto anni di “guerra per procura” scatenata nel 1980 dall’Iraq con il sostegno Usa e occidentale.

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