L’Unione Sindacale di Base condanna con la massima fermezza l’attacco militare condotto da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran, un atto di guerra che segna un ulteriore e gravissimo salto di qualità nell’escalation bellica in corso e che sta imponendo la guerra come unico orizzonte possibile nelle relazioni internazionali.
Si tratta di un’aggressione deliberata contro uno Stato sovrano, compiuta in aperta violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Un’azione che non ha nulla a che vedere con la “difesa”, ma che risponde esclusivamente a una logica di competizione tra poli capitalisti che si gioca tra economia e guerra, causando stragi di civili e destabilizzazione permanente dell’intero Medio Oriente.
Le narrazioni usate per giustificare questa aggressione sono completamente false e strumentali: parlano di “operazione per difendere il popolo americano dalle minacce di Teheran” e della libertà delle donne iraniane cercando di oscurare la realtà dei fatti. In verità, l’attacco ha provocato la morte di 100 studenti, la maggioranza delle quali bambine, un crimine orribile contro giovani vite innocenti. La propaganda non può cancellare il sangue versato né nascondere la brutalità dell’aggressione e le reali motivazioni.
Israele e Stati Uniti stanno trascinando la regione e il mondo intero verso un conflitto sempre più ampio, con il rischio concreto di una guerra generalizzata, mentre i governi occidentali, in primis quello italiano, continuano a sostenere politiche di riarmo, escalation e aggressione, scaricandone i costi economici e sociali sulle lavoratrici e sui lavoratori, sui popoli e sulle classi popolari.
Denunciamo la volontà diretta di Israele e USA nell’innalzamento del livello dello scontro militare, l’uso sistematico della guerra come strumento di politica internazionale, il silenzio complice e l’allineamento dei governi europei, che accettano e giustificano l’aggressione invece di fermarla.
La guerra non porta sicurezza, ma morte, distruzione, povertà e repressione. È sempre il prezzo pagato dai civili, dai lavoratori, dalle popolazioni già colpite da crisi economiche e sociali profonde, mentre l’industria bellica e gli interessi geopolitici traggono enormi profitti dal conflitto.
USB ribadisce il proprio no alla guerra, al riarmo e alle politiche imperialiste e chiede: l’immediata cessazione delle operazioni militari, il blocco dell’invio di armi e del sostegno militare ai conflitti, la mobilitazione dei lavoratori contro la guerra e l’economia di guerra.
Di fronte a chi vuole imporre la guerra come destino inevitabile, USB continuerà a stare dalla parte della pace, dell’autodeterminazione dei popoli e della solidarietà internazionalista, perché il futuro non può essere costruito sulle macerie e sul sangue.
Martedì 3 marzo saremo sotto l’ambasciata Usa a Roma dalle ore 18 anche per condannare l’aggressione all’Iran e la complicità del governo Meloni e dell’Unione europea.
E il 14 marzo scenderemo di nuovo in piazza contro la guerra, contro l’economia di guerra, per fermare il governo Meloni e per il No Sociale al referendum sulla giustizia, ennesimo tassello di un progetto autoritario volto a smantellare la natura sociale della nostra Costituzione.
Unione Sindacale di Base
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