di Michele Giorgio – il Manifesto
Non è automatico il paragone con gli incidenti dell’agosto 1964 nel Golfo del Tonchino. Ma il presunto sabotaggio due giorni fa di alcune petroliere, due delle quali saudite, al largo di Fujairah
li ricorda da vicino. Nel 1964, allo scopo di attaccare il Vietnam del
Nord, il presidente Usa Lyndon Johnson denunciò due casi di
«aggressioni» da parte della Marina nordvietnamita a un’unità navale
statunitense. Anni dopo emerse che nel primo caso a sparare era stata proprio
la nave militare Usa. Il secondo invece non era mai avvenuto. Nel caso
di Fujairah non sappiamo ancora come siano andate le cose ma sospetti e
dubbi circondano questo presunto atto di sabotaggio a danno di due
stretti alleati degli Usa.
I fatti sono avvolti nel mistero. E abbiamo solo le versioni di due
paesi nemici dell’Iran che, per ora, evitano di puntare il dito
apertamente contro Tehran. A detta del ministro saudita per l’energia, Khalid al Falih, l’attacco si sarebbe verificato domenica alle 6 del mattino.
«Due navi saudite – ha riferito – sono state sabotate nella zona
economica esclusiva degli Emirati, al largo delle coste dell’emirato di
Fujairah, mentre stavano per entrare nel Paese». Due petroliere sono di
proprietà della compagnia saudita Aramco, una è norvegese, la quarta è
una nave cisterna di proprietà degli Emirati. «Esporre navi commerciali
ad atti di sabotaggio e minacciare la vita dei loro equipaggi è uno
sviluppo pericoloso», ha commentato da parte sua il ministero degli
esteri emiratino, sottolineando «la necessità di impedire a qualsiasi
parte di tentare di minare la sicurezza del traffico marittimo». Fin
troppo chiaro il riferimento all’Iran.
Gli Emirati stanno costruendo nella zona di Fujairah il più
grande impianto di stoccaggio di greggio al mondo in grado di
immagazzinare fino a 14 milioni di barili di petrolio. Il porto
di Fujairah aggira lo Stretto di Hormuz attraverso il quale transita la
maggior parte delle esportazioni di petrolio del Golfo. L’Iran ha minacciato più volte di bloccare Hormuz se gli Usa lo attaccheranno militarmente.
L’accaduto a Fujairah è stato condannato un po’ da tutti, anche dall’Iran.
Tehran, che ha chiesto un’indagine accurata, attraverso alcuni siti
d’informazione ha però riferito di strane esplosioni e che tra sette e
dieci petroliere avevano preso fuoco dopo un sorvolo di aerei americani,
ipotizzando sia pure non esplicitamente un lancio di bombe allo scopo
d'incrementare le tensioni nella regione. Non si può fare a meno di notare
il commento velenoso del quotidiano conservatore iraniano Kayhan.
«Qualunque sia la causa delle esplosioni – ha scritto – non si può
ignorare che l’Arabia Saudita e gli Emirati rappresentino un obiettivo
ideale per attacchi di questo tipo…attacchi che potrebbero aumentare,
vista la pericolosa politica di questi due Stati volta a terrorizzare le
loro stesse popolazioni e i vicini, in nome dei loro padroni
statunitensi». Un avvertimento a tutti gli effetti. L’Iran, lascia
intendere Kayhan, non resterà a guardare mentre la sua economia viene
distrutta dagli Usa con la benedizione di Riyadh e Tel Aviv.
Di Iran il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, discuterà
oggi a Sochi con il presidente russo Vladimir Putin e con l’omologo Sergej
Lavrov. Ieri Mosca è tornata a criticare l’aggressività di
Washington e la decisione di inviare nel Golfo una squadra aeronavale
che comprende la portaerei Uss Abraham Lincoln, unità d’assalto anfibio
trasportate dalla Uss Arlington e bombardieri strategici B52. Più di
tutto ribadisce che i suoi esperti nucleari, incuranti delle sanzioni
Usa, continueranno a lavorare nella centrale atomica di Bushehr. Di
Iran e del “sabotaggio” nel Golfo si è discusso ieri anche Bruxelles, a
margine della riunione dei ministri degli esteri dell’Ue.
Presente anche Mike Pompeo. Il ministro degli esteri tedesco, Heiko
Maas, ha confermato che l’Ue vuole rispettare l’accordo sul nucleare
iraniano del 2015 e chiede che Tehran e Washington facciano altrettanto.
Pompeo oltre a Maas ha incontrato anche la “ministra degli esteri”
dell’Ue, Federica Mogherini, che da parte sua ha esortato gli Usa ad
evitare escalation.
Fonte
Nessun commento:
Posta un commento