Sono detenuti in Libia ormai da 13 giorni, con pochissime informazioni chiare e nessuna possibilità di comunicare liberamente con le proprie famiglie.
Questo è il trattamento riservato dalle autorità libiche dell’ovest agli attivisti disarmati e pacifici che trasportavano aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese di Gaza negoziando un passaggio che, secondo quanto riportato, era stato precedentemente concordato con le autorità locali.
Tra loro ci sono medici, giornalisti, attivisti e attiviste impegnate in una missione umanitaria. Due di loro, Dina Alberizia e Domenico Centrone, sono italiani.
La loro detenzione è stata prorogata ancora.
Secondo il diritto internazionale si tratta di detenzione arbitraria. Alcune delle persone fermate hanno iniziato uno sciopero della fame per chiedere accesso legale, contatti con le famiglie e informazioni certe sulla propria situazione. Lo stato psicologico e di salute è in rapido deterioramento.
Nel silenzio quasi totale delle istituzioni e dell’informazione.
“Chiediamo ai governi coinvolti, compreso quello italiano, di pretendere accesso consolare immediato e il rilascio delle persone detenute” afferma in una nota la Global Sumud Flotilla.
Gli attivisti del Sumud Convoy detenuti illegalmente sono al sesto giorno di sciopero della fame e della sete (senza cibo né acqua) e le loro condizioni sono preoccupanti.
Da lunedì, i dieci attivisti detenuti a Bengasi stanno rifiutando il cibo, e molte anche l’acqua, per protestare contro una detenzione illegale prolungata, i maltrattamenti e il fatto di non avere accesso a un avvocato. Alcune sono state costrette a interrompere lo sciopero, ma molte continuano nonostante il peggioramento delle loro condizioni di salute.
Le loro vite sono in pericolo. Non hanno ricevuto alcuna assistenza medica e vengono trattenute in “black sites”, luoghi di detenzione segreti o sconosciuti.
“Chiediamo il loro rilascio immediato e abbiamo bisogno che vi mobilitiate subito” – scrive in un appello la Global Sumud Flotilla – “Chiamate. Pubblicate. Fate pressione sulle autorità.
Condividete questo aggiornamento il più possibile”.
Fonte
Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
06/06/2026
Libia - Ancora detenuti gli attivisti del Convoy per Gaza. Sono in sciopero della fame
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