Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
Visualizzazione post con etichetta Paolo Bellini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paolo Bellini. Mostra tutti i post

02/08/2024

Strage di Bologna - Oggi il corteo. Mano fascista, mente lo Stato

Con la conferma da parte della Corte d’Assise d’Appello di Bologna dell’ergastolo in primo grado anche a Paolo Bellini per i fatti del 2 agosto 1980, che fa seguito a quello a Gilberto Cavallini di quasi un anno fa, la peggiore strage del periodo della strategia della tensione arriva, dopo oltre quarant’anni ad una verità giudiziaria ormai appurata e incontrovertibile, nonostante decenni di depistaggi e insabbiamenti: la mano della strage fu senza alcun dubbio fascista, ma ad armarla non fu il supposto “spontaneismo” dei NAR, ma i soldi della P2 sottratti al Banco Ambrosiano e la volontà politica dei vertici dei servizi segreti.

Infatti se le condanne di Cavallini e Bellini in quanto esecutori materiali danno la cifra di come non solo i NAR, ma tutta la galassia dell’eversione fascista fosse in qualche modo coinvolta o consapevole di ciò che accadde, non meno importante è aver finalmente dato volti e nomi agli ispiratori politici, ai mandanti, ai finanziatori e agli organizzatori della strage, tutti legati a vario titolo agli interessi della Nato nel nostro Paese.

Questa sentenza è dunque l’ennesima conferma di come sia esistita una parte della società italiana legata a doppio filo alle organizzazioni Stay Behind atlantiste (ben al di là di qualche “trama” o “servizio deviato”) fatta di alti funzionari dello stato ma anche di politici, imprenditori e giornalisti spesso passati indenni nei loro ruoli dal fascismo alla democrazia, che per tutta la Seconda Repubblica ha lavorato per la destabilizzazione dell’impianto costituzionale, per imporre una svolta autoritaria ed impedire qualsiasi cambiamento in senso progressivo della società italiana.

Dopo la doverosa partecipazione al corteo in ricordo delle vittime, vi invitiamo dunque a partecipare ad un momento di approfondimento questa sera alle 19 al Parco della Zucca non solo su questa strage ma più in generale sul ruolo della Nato e delle organizzazioni Stay Behind all’interno della strategia della tensione.

Aggiornamento. Come ogni 2 agosto, questa mattina abbiamo partecipato al corteo della città che ricorda la ferita inferta dalla bomba piazzata dai fascisti, pagata dai fascisti e pagata dalla P2, coperta e manovrata dallo stato in connessione con la NATO. Abbiamo partecipato denunciando la continuità tra i fascisti di allora e quelli di oggi che siedono al governo e continuano il processo di distruzione degli spazi democratici, degli spazi in cui è possibile lottare per avanzare verso una società migliore, verso forme di socialismo. E proprio oggi alla cerimonia è stato presente quel ministro Piantedosi che sta facendo passare un decreto sicurezza che addirittura inventa il reato di terrorismo di parola.

Dopo il minuto di silenzio abbiamo abbandonato la piazza, insieme a tante e tanti bolognesi che evidentemente non sopportano più la retorica istituzionale – incarnata da Lepore – secondo cui dopo le condanne dei fascisti resta solo da ripetere anno dopo anno il cerimoniale.

Abbiamo abbandonato la piazza anche per andare a rispondere alla provocazione di chi in via de Carracci ha svolto un presidio “innocentista” per Mambro, Fioravanti e tutta la banda degli assassini fascisti, ripetendo ancora l’infame menzogna della pista palestinese.

A Bologna non c’è spazio per fascisti vecchi e nuovi, tanto più il 2 agosto. Pensiamo che la ferita di Bologna si curi riportando al centro ciò che fascisti, massoni e stato hanno voluto colpire: la lotta per il socialismo!

Potere al Popolo Bologna

Fonte

11/07/2024

Strage di Bologna. Confermata condanna a Bellini. La mano fu fascista, la mente lo Stato

Dopo la conferma dell’ergastolo a Gilberto Cavallini di quasi un anno fa, la Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha confermato l’ergastolo di primo grado anche a Paolo Bellini per i fatti del 2 agosto 1980, quando una bomba distrusse la sala d’attesa della stazione di Bologna causando 85 morti e oltre 200 feriti.

La peggiore strage del periodo della strategia della tensione arriva dunque, dopo oltre quarant’anni, ad una verità giudiziaria ormai appurata e incontrovertibile, nonostante decenni di depistaggi e insabbiamenti: la mano della strage fu senza alcun dubbio fascista, ma ad armarla non fu il supposto “spontaneismo” dei NAR, ma i soldi della P2 sottratti al Banco Ambrosiano e la volontà politica dei vertici dei servizi segreti.

Infatti se le condanne di Cavallini e Bellini in quanto esecutori materiali danno la cifra di come non solo i NAR, ma tutta la galassia dell’eversione fascista fosse in qualche modo coinvolta o consapevole di ciò che accadde, non meno importante è aver finalmente dato volti e nomi agli ispiratori politici, ai mandanti, ai finanziatori e agli organizzatori della strage, pur se non più processabili in quanto ormai tutti deceduti ma questo, si sa, è nel pieno stile della giustizia borghese del nostro Paese.

In particolare sono stati ritenuti in via definitiva responsabili di questi capi d’imputazione Licio Gelli e l’ex capo dell’ufficio affari riservati del Viminale Federico Umberto D’Amato, insieme all’imprenditore Umberto Ortolani e all’allora direttore del quotidiano Il Borghese Mario Tedeschi il quale, inoltre, col suo giornale organizzava (spesso in accordo con D’Amato stesso) campagne di depistaggio o diffamazione, a seconda delle necessità del momento; tutti risultarono poi iscritti alla P2.

Questa sentenza è dunque l’ennesima conferma di come sia esistita una parte della società italiana (ben al di là di qualche “trama” o “servizio deviato”) fatta di alti funzionari dello stato ma anche di politici, imprenditori e giornalisti spesso passati indenni nei loro ruoli dal fascismo alla democrazia, che per tutta la Prima Repubblica ha lavorato per la destabilizzazione dell’impianto costituzionale e per imporre una svolta autoritaria ed impedire qualsiasi cambiamento in senso progressivo della società italiana fino ad auspicare “l’instaurazione di uno Stato autoritario, nell’ambito del quale fosse sostanzialmente impedito l’accesso alla politica delle masse” (dalla sentenza di condanna a Cavallini).

Diventa per noi dunque essenziale rilanciare, come ogni anno, la più forte e viva partecipazione al corteo che commemora la strage del 2 agosto, per una memoria che rimanga viva e militante al di là delle sentenze dei tribunali e di verità giudiziarie che sappiamo per certe da anni.

Fonte

02/08/2020

Quella di Bologna fu strage fascista e di Stato, come le altre


Il 2 agosto sono quaranta anni da quella strage alla stazione di Bologna che fermò il paese – spezzandolo in due – e il cuore di milioni di persone convinte che la stagione delle Stragi di Stato fosse ormai alle spalle. Il costo umano fu enorme, 85 morti e 200 feriti, solo poche settimane dopo la strage di Ustica in cui venne abbattuto un aereo civile dell’Itavia, anch’esso partito da Bologna.

La strage della stazione di Bologna, da un lato, fu la continuazione della politica delle stragi di Stato tesa a condizionare nel profondo i rapporti politici e di classe nella società, nonché a confermare la collocazione dell’Italia nelle relazioni internazionali. Dall’altro materializzò agli occhi di tutti il significato di una guerra concepita e combattuto sul “fronte interno”, in cui i killer fascisti sono stati utilizzati come manovalanza per il lavoro sporco.

In molti continuano a chiedersi che faccia e che logica possano avere i personaggi che collocano una bomba ad alto potenziale nell'affollata sala d’attesa della principale stazione dell’Italia centrale, nei giorni della partenza per le vacanze (che allora, con un’altra organizzazione della produzione, avveniva in contemporanea quasi per tutti).

È la stessa faccia di chi aveva collocato bombe in una banca nel giorno di maggiore affollamento, in una piazza riempita da una manifestazione sindacale antifascista, in un treno affollato d’agosto e negli anni successivi durante le feste natalizie.

Li abbiamo denominati come gli esponenti della rete degli “uomini neri”. Non numerosissimi, ma operativi, pronti a fare il lavoro sporco per lo Stato; anzi per il deep state, quello secondo cui ci sono prezzi da pagare per un “fine superiore”, che può essere la stabilità o l’instabilità, a seconda delle fasi storiche e delle esigenze delle classi dominanti.

A febbraio di quest’anno la Procura di Bologna ha chiuso le indagini sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.

Per gli inquirenti bolognesi i colpevoli che si aggiungono a quelli già condannati sono: Paolo Bellini fascista di Avanguardia nazionale, in qualità di esecutore; Licio Gelli, fascista fin dai tempi della guerra di Spagna e poi con Salò, capo della Loggia P2, in qualità di mandante e finanziatore; Umberto Ortolani banchiere e bancarottiere, in quanto finanziatore e mandante; Federico Umberto D’Amato, prefetto e capo dell’Ufficio Affari Riservati, legato alla CIA, in qualità di mandante e depistatore, e Mario Tedeschi, altro fascista della Repubblica di Salò, senatore del MSI e direttore del settimanale Il Borghese.

I tentativi di depistaggio sulla strage di Bologna sono stati numerosi, a cominciare dai neofascisti, così come avvenuto per Piazza Fontana, Piazza della Loggia, il treno Italicus.

Quello perseguito con maggiore sfrontatezza e pervicacia è stato il tentativo di addossare la strage alla resistenza palestinese. Un depistaggio che ha visto protagonisti non solo Cossiga, ma anche giornalisti “di sinistra” occhieggianti ai favori di Israele o di qualche cordata islamofoba e filo-Usa sempre attiva.

Quale soluzione migliore che allontanare da sé la rabbia e le indagini?

Per quaranta anni le autorità politiche del paese hanno cercato di tenere alla larga dallo “Stato” ogni responsabilità. Ma le sistematiche contestazioni di massa in Piazza Medaglie d’Oro hanno impedito, anno dopo anno, ogni autoassoluzione. Quest’anno non si faranno eccezioni.

Noi, purtroppo e per fortuna, non dimentichiamo nulla. Abbiamo una memoria prodigiosa.

Fonte

12/02/2020

Strage di Bologna, fascista e di Stato

La Procura di Bologna ha chiuso le indagini sulla strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, 85 morti 200 feriti, la più grave strage terroristica della storia italiana.

Per gli inquirenti bolognesi i colpevoli che si aggiungono a quelli già condannati sono:

- Paolo Bellini fascista di Avanguardia nazionale, esecutore.

- Licio Gelli fascista della Repubblica di Salò, capo della Loggia P2, mandante.

- Umberto Ortolani banchiere e bancarottiere, finanziatore e mandante.

- Federico D’Amato, prefetto e capo dei servizi segreti legato alla CIA, mandante e depistatore.

- Mario Tedeschi, fascista della Repubblica di Salò senatore del MSI del fucilatore Almirante a cui si vogliono dedicare strade, mandante.

Questi nomi confermano ciò che abbiamo sempre denunciato, la strage, come tutte le altre che hanno insanguinato il paese per un decennio, fu di mano fascista e con mandanti nel sistema di potere e nello Stato, con complicità e coperture nella NATO e negli USA.

A questo bisogna aggiungere che il presidente Cossiga fu a sua volta responsabile di un vergognoso depistaggio sulla strage di Bologna, indicando nei palestinesi e in chi era vicino a loro i responsabili di essa. E poi mai bisogna dimenticare che alla Loggia P2 appartennero politici, generali, giudici, affaristi vari, giornalisti, uno dei quali, Berlusconi, è stato a lungo capo di governo nella seconda repubblica. Che guarda caso ha finito per assomigliare sempre più a quella delineata da Licio Gelli nel suo Piano di Rinascita Democratica.

In questo paese dove trionfano ufficialmente i falsi ricordi e la vuota memoria, sarebbe necessario che la storia del golpismo fascista e di Stato che insanguinò il paese diventasse STORIA.

Questo paese non sarà mai immune dal fascismo vecchio e nuovo fino a che non avrà il coraggio di ricordare e condannare almeno nella memoria gli autori, i mandanti, i complici, delle stragi che hanno colpito non solo le persone, ma la democrazia. E poi c’è bisogno di pulizia sulle viltà, sugli opportunismi, sui giochi di potere che hanno permesso agli assassini di farla franca e di morire sereni nel proprio letto.

La strage è fascista e di Stato e tanti, troppi non hanno voluto dirlo quando sarebbe più servito. Dopo quarant’anni diciamolo ora.

Fonte