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mercoledì 9 gennaio 2019

Hanno salvato una banca (con la “n”)

Per quanto riguarda Carige le cose sono semplici:

– la banca è di fatto fallita perché come negli altri casi (Monte Paschi, Etruria e venete) ha un eccesso di crediti deteriorati.

– la causa dei crediti deteriorati non è la crisi ma i prestiti che il management ha concesso agli amici degli amici senza le necessarie garanzie e in assenza di adeguati requisiti reddituali.

– sta cosa la sapevano tutti, anche le pietre.

– il decreto del governo è la fotocopia di quello Gentiloni.

– al momento lo Stato garantirà le nuove emissioni di obbligazioni.

– il tutto finirà come con le Venete ovvero lo stato si prenderà le perdite e poi la banca sarà acquisita da un grande gruppo bancario (al 90% UniCredit). Morale della favola come al solito i profitti sono privati mentre le perdite sono pubbliche.

– i risparmiatori e i correntisti non c’entrano una mazza perché i depositi bancari sono sempre garantiti fino a 100.000 euro. Chi sottoscrive azioni e obbligazioni subordinate sa che il suo capitale è a rischio.

– anche questa volta qualcuno bene informato si arricchirà avendo comprato obbligazioni a prezzi irrisori per poi vedersele rimborsate alla pari.

Il decreto fotocopia per il salvataggio delle banche:


Comunicato Stampa Potere al Popolo Genova

Il salvataggio di Carige lo paghiamo noi. A beneficio di padroni e speculatori

Il Sistema Carige era già scoppiato da un bel po’. Abbiamo tutti la memoria corta ma Giovanni Berneschi, l’ex Presidente di Carige è stato condannato nel febbraio 2017. Uno scandalo presto chiuso e raccontato come una normale storia da ladro di quartiere. Evidentemente in città nessuno lo conosceva.

In tutti questi anni, la Carige ha rappresentato l’anello di congiunzione tra politica e affari in Liguria. La cupola era ben nota a tutti, dalle alte sfere della Chiesa a Scajola e Burlando. Un direttorio che ha finanziarizzato l’economia a Genova e in Liguria, lasciando marcire le attività produttive per concentrarsi su grandi opere utili solo a speculare (porticcioli, gronda, terzo valico etc...).

Il meccanismo del salvataggio è chiaro: si risana con i nostri soldi (fino a 4 miliardi secondo il decreto approvato ieri) per garantire che le speculazioni procedano. Non si salvano i correntisti (comunque già garantiti dalla legge fino a 100 mila euro), ci si preoccupa dei dipendenti, che sarebbe anche corretto, non fosse che poi non si muove un dito per frenare i licenziamenti di massa che stanno colpendo tutto il settore con la chiusura delle filiali di tutte le banche. Dopo aver trasformato il debito privato degli speculatori colmi d’oro in debito pubblico (cioè togliendo soldi a chi lavora per darli ai padroni), si regalerà Carige risanata a qualche altro gruppo bancario. Perché di nazionalizzare la Banca, per farne almeno un patrimonio di tutti, proprio non viene in mente né a chi governava prima né a quelli di oggi. Il nuovo governo è perfettamente in linea con i governi precedenti e, in effetti, il PD non può che applaudire. Possono pure continuare a litigare su chi è più amico dei banchieri o su chi ha cominciato prima, tanto, a pagare saremo sempre noi cittadini e lavoratori.

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